Il corteo di sabato 20 ottobre a Lesmo e Correzzana ha portato in strada contro la vivisezione nuovamente un fiume di persone, per dire NO alle torture sugli animali nei laboratori. Un corteo che ha cercato di mettere i riflettori su un’altra fabbrica di animali da torturare, la Harlan, una delle più ricche multinazionali coinvolte in questi loschi traffici.
Il corteo ha visto una partecipazione straordinaria, che non ci aspettavamo, tanto che questo cordone umano ha unito Lesmo e Correzzana con più di 3.000 persone. Segno evidente che di questi tempi la coscienza si è svegliata e c’è molta voglia di partecipazione su questo argomento, che non è più un affare segreto. Le porte dei laboratori ormai sono state simbolicamente aperte e tutti sanno cosa accade nei centri di ricerca!
Purtroppo a seguito di questa iniziativa infuriano le polemiche per l’allontanamento di alcune persone non gradite e gestite come provocatori. Per cui vogliamo fare chiarezza. Una volta per tutte. Speriamo che le persone che hanno voglia di soffermarsi a riflettere e ragionare sulla profondità del messaggio antispecista e sull’importanza di alcuni contenuti per il movimento capiscano queste nostre righe e capiscano le nostre scelte.
Nei comunicati scritti e diffusi dal Coordinamento Fermare Green Hill prima di questo corteo, così come prima di ogni corteo dal 2010 ad oggi, è stato fatto presente che si tratta di un corteo antispecista, contro ogni discriminazione e che persone e gruppi che parlano di liberazione animale ma inneggiano alla discriminazione tra umani non sono ben graditi.
“(…) Ribadendo la natura antispecista di questa lotta, si invitano le persone che appoggiano ideologie discriminatorie e fasciste a non partecipare al corteo, in quanto la loro presenza è in netto contrasto con i contenuti essenziali della lotta per la liberazione di tutti gli animali, umani e non umani.” Dal comunicato diffuso dal Coordinamento il 15 ottobre.
Ci sembra di essere stati sempre abbastanza chiari su questo punto, ma purtroppo molti non si soffermano a leggere gli scritti e la comunicazione rapida e veloce tipica dei social network fa sparire molti dei contenuti che cerchiamo di proporre e condividere.
Non possiamo certo essere felici di trovarci in situazioni come quella di sabato, dove al corteo ci sono stati molti problemi e adesso ci sono polemiche, alcune fondate e molte altre strumentalizzate ad arte. Ma nemmeno siamo felici di trovarci fianco a fianco persone che invece di essere nostri alleati si mettono sulla nostra strada da anni tanto quanto i nostri peggiori nemici, cercando di ostacolare e rovinare il nostro attivismo. Quanto accaduto ieri ci da la possibilità di chiarire alcune cose.
Le persone inizialmente isolate dal concentramento e messe in disparte perché non gradite sono appartenenti al gruppo 100%Animalisti. Le motivazioni spiegate al microfono per chiarire questa scelta si sono incentrate non solo sull’estrazione politica di estrema destra del presidente di questa associazioni e di molti suoi attivisti, ma sul comportamento che negli ultimi dieci anni queste persone hanno avuto in seno al movimento animalista italiano: un continuo di calunnie, infamie, offese, attacchi gratuiti contro qualunque associazione, campagna, gruppo, coordinamento che non piacesse a loro e al loro leader.
Sul loro forum si leggono continue infamie nei nostri confronti, nei confronti di tutte le associazioni o anche di rifugi per animali o di noti scienziati antivivisezionisti. Non si tratta di critiche, perché quelle ci sono ovunque e possono far parte del gioco, ma di vere e proprie calunnie infamanti.
Una delle calunnie più infami è dire che ci ha gestito con impegno e fatica il recupero dei 285 beagle di Morini li ha venduti per farci i soldi e che lo stesso avrebbe fatto il Coordinamento con i beagle di Green Hill (Coordinamento che tra l’altro a loro dire avrebbe anche fatto l’occupazione del tetto dell’allevamento in accordo con la stessa Green Hill e la Digos, ovviamente senza alcuna prova per dirlo).
Vogliamo ricordare che quel gruppo dice che in campagne di cui abbiamo fatto parte abbiamo ucciso animali per portare i loro cadaveri in piazza in alcune proteste d’impatto sulla realtà degli allevamenti, e lo stesso farebbero alcuni gruppi attuali in Italia (e non solo) che sentiamo vicini e di cui fanno parte alcuni attivisti del Coordinamento. Questo non viene detto con prove, ma solo per calunnia, adducendo a prova il fatto che negli allevamenti a dir loro ci sono rigorosi controlli delle Asl, tutto è in regola e non si possono trovare cadaveri. Evidentemente non hanno mai visto un video di una investigazione e in un allevamento non ci sono mai entrati, oppure hanno evidentemente solo altri scopi. Dichiarazioni come queste oltre che infamanti nei nostri confronti sono vergognose se fatte da un’associazione che si professa per la liberazione animale, perché avvallano le difese e le menzogne di ogni allevatore e della loro lobby, secondo cui i lager in cui milioni di animali languono sono in perfetta regola e le immagini diffuse dagli animalisti montate ad arte.
Ci ricordiamo ancora il presidente di tale associazione scrivere che gli animali prigionieri del circo Medrano, da lui visitato in accordo con i proprietari, stanno bene e sono in ottima salute, concludendo con un “onore al nemico”. Evidentemente anche lì i controlli rigorosi delle Asl facevano stare bene gli animali prigionieri.
Così come possiamo ricordare commenti riguardanti liberazioni e azioni di danneggiamento in cui si suggeriva la pista da seguire per gli investigatori, ovvero gli attivisti di una campagna da loro denigrata.
Oppure la pubblicazione sul loro sito internet di indirizzi di casa di attivisti che li criticavano, con aperte minacce nei loro confronti.
Di gravi esternazioni come questa e di attacchi gratuiti e senza prova alcuna, ne potremmo contare a centinaia.
Per tutti questi motivi gli attivisti di tale gruppo sanno benissimo di non essere bene accetti alle manifestazioni di chi infamano, manifestazioni che loro stessi non perdono occasione di sbeffeggiare con epiteti e volgarità senza contenuti.
Per tutti questi motivi la loro presenza è stata considerata una provocazione e fin da prima che partisse il corteo assieme ad individui di varie realtà antispeciste abbiamo deciso di allontanarli. Il loro volersi imporre a tutti i costi anche dove non graditi e in un corteo per i cui contenuti e metodi non nutrono interesse e stima è segno evidente anch’esso di una provocazione bella e buona, che poi ha portato al clamore suscitato e alla grancassa avuta da questa faccenda.
Il corteo è comunque partito. Si è data voce agli animali ed eravamo tutti impegnati in vario modo, molti di noi nelle prime file del corteo, altri alla macchina con l’impianto audio, per parlare di ciò per cui eravamo lì, gli animali vivisezionati. Da quel momento il problema è rimasto dietro, dimenticato dai più, concentrati ad arrivare fino ad Harlan e farsi sentire e vedere e dare voce agli animali, come doveva essere.
Moltissimi dei 3.000 o più partecipanti non hanno infatti nemmeno vissuto alcun problema, ma si sono vissuti un corteo tranquillo, come tutti gli altri, che ha sfilato compatto e serio fino ad Harlan.
Purtroppo da quel momento in poi, proprio perché tutti noi impegnati sul fronte del corteo, non abbiamo avuto contatto diretto con quanto accaduto nelle retrovie e sono stati segnalati anche a noi in seguito alcuni episodi spiacevoli e una certa degenerazione della situazione, che invece speravamo si fosse risolta con lo schieramento del cordone di polizia a separare dal corteo coloro i quali pur non graditi si ostinavano a seguirci e alimentare la tensione.
Primo fra tutti ci dispiace davvero molto e ci scusiamo pubblicamente se nel caos della situazione alcune persone arrivate in ritardo non sono riuscite ad unirsi al corteo, chiuso da questo strano cordone in fondo.
Ci dispiace inoltre di alcuni atteggiamenti oltranzisti e poco lucidi che a seguito dell’alzarsi della tensione si sono verificati e che ci sono stati riferiti, tra questi un vergognoso coro inneggiante le foibe che non condividiamo ma condanniamo perché non appartiene alla nostra idea di antispecismo.
Vogliamo solo cercare di far ragionare sul fatto che i problemi non derivano dagli organizzatori, ma da questi provocatori che dopo aver calunniato e minacciato gli organizzatori si presentano, pur sapendo di non essere graditi, e una volta che gli viene detto di andarsene se ne stanno lì per 3 ore di fila a fare confusione, creare problemi e alzare la tensione.
Purtroppo la situazione non è stata gestita con facilità, come ovviamente non è facile gestire una situazione scomoda di tale genere, ma ribadiamo una cosa: in tutto il mondo, da sempre, chi nel movimento animalista porta contenuti fascisti, così come chi infama tutti e chi indica piste da seguire alla polizia per le azioni del Fronte di Liberazione Animale non viene assolutamente accettato e si trova estraniato.
Questo è accaduto in passato, in molti paesi europei e non solo, è accaduto ieri a Lesmo e accadrà di nuovo qualora i provocatori si ripresenteranno ad una nostra iniziativa.
Contro lo specismo – Per la liberazione animale
Coordinamento Fermare Green Hill







