Chi siamo noi
Il sistema della vivisezione ha molte facce e molte angolature da cui guardarlo e affrontarlo. A noi interessa osservarlo dalla parte che riteniamo più importante, dalla parte degli animali, vittime di questa industria della ricerca.
Gli animali arrivano nei laboratori grazie ad allevamenti specializzati, autorizzati dal governo a farli riprodurre e spedirli verso un triste destino di sofferenza e prigionia. Uno di questi è Green Hill, situato a Montichiari (BS), l’unico che alleva cani beagle da laboratorio in Italia e uno dei più grandi allevamenti d’Europa.
Il mercato principale di Green Hill da alcuni anni a questa parte è quello europeo più che quello italiano, ed è lì che sta puntando. Il progetto di Marshall Inc., l’azienda americana che è proprietaria dell’allevamento, è diventare il fornitore principale dei laboratori di tortura europei. 
Green Hill e Marshall hanno infatti un progetto di espansione che prevede la costruzione di altri capanni che porterebbero a ben 5.000 i cani presenti dentro l’allevamento. Numeri che possono sembrare incredibili e
che devono far capire l’enormità del problema vivisezione, una macchina che macina vite giorno dopo giorno nei centri di ricerca privati, universitari e militari. Un progetto che porterebbe Montichiari ad essere il fulcro della vivisezione canina in tutta Europa.
Negli scorsi anni il movimento antivivisezionista italiano ha combattuto una forte campagna per vedere la chiusura dell’allevamento Stefano Morini, che per trent’anni ha dominato il mercato italiano “producendo†cani e molte specie di roditori per i laboratori di vivisezione. La chiusura di Morini è un passo significativo e ha un
forte valore simbolico, perché è un risultato ottenuto col sudore degli attivisti che hanno messo le loro energie in prima persona, senza attendere che un cambiamento calasse dall’alto.
La campagna “Salviamo i cani di Green Hill” è portata avanti da attivisti antispecisti slegati da realtà partitiche o istituzionali.
Siamo un coordinamento spontaneo di individui riuniti con lo scopo di fermare l´ampliamento di Green Hill, combattere questo allevamento, riattivare il fronte di lotta alla vivisezione in Italia e diffondere idee antispeciste.
Crediamo in un attivismo senza deleghe coscienti che ognuno di noi può muoversi in prima persona per mettere i bastoni tra le ruote a chi lucra sullo sfruttamento animale.
Vogliamo salvare i cani rinchiusi dentro Green Hill e quelli prigionieri di tutti i laboratori e i lager del mondo, ma non vogliamo certamente salvare solo loro. La nostra empatia non si ferma infatti agli animali domestici. La cultura specista che permea questa società ci dice che tra tutti gli animali ce ne sono alcuni con maggiore valore e che tutti sono sovrastati da una specie dominante, quella umana.
Similmente al razzismo e al sessismo, lo specismo perpetua una visione gerarchica del mondo, secondo la quale gli interessi di alcune categorie di individui avrebbero maggiore importanza rispetto a quelli di altri. La visione antispecista ribalta questo concetto dando eguale valore a tutti gli individui, eguale diritto ad essere liberi dallo
sfruttamento e ad avere una vita dignitosa e si oppone a qualsiasi discriminazione basata sull’appartenenza di specie, sull’etnia e sull’orientamento sessuale.
Siamo contrari a qualsiasi forma di specismo, razzismo, sessismo e omofobia.
Per questo vogliamo che dai laboratori di vivisezione non escano solo i cani ma anche tutte le altre cavie della scienza. Per questo siamo vegan e promuoviamo uno stile di vita che metta in pratica nelle scelte quotidiane il rispetto per tutti gli esseri viventi e per la natura cercando di uscire dalle logiche dettate dal consumismo.
La vivisezione è solamente uno dei molti settori dello sfruttamento animale. Ogni giorno milioni di animali vengono allevati in condizioni agghiaccianti per produrre carne, uova e latte. Si stima che nel corso della sua vita (80 anni in media), ogni italiano uccide per cibarsene circa 1400 animali tra bovini, polli, tacchini e altri volatili, maiali, conigli, cavalli. Diventare vegan è la prima scelta che una persona può fare se ha veramente a cuore la liberazione animale.
Coordinamento ‘Fermare Green Hill’


