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	<title>Salviamo i Cani di Green Hill</title>
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	<description>Salviamo i cani di Green Hill</description>
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		<title>CLEMENT MERIC, ATTIVISTA ANTISPECISTA ASSASSINATO A PARIGI</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2013 07:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi Clément Meric, attivista vegano e antispecista di 18 anni, è stato ucciso da tre nazifascisti che lo hanno assalito per massacrarlo di botte. In ospedale è stata constata la morte cerebrale. L&#8217;ennesima vita spezzata dallo squadrismo di destra che, sempre indaffaratissimo a ripulirsi la faccia e a mostrarsi accettabile presso l&#8217;opinione pubblica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-3153" style="padding: 0px 10px 10px 0px;" title="Il primo, emblematico striscione che accompagna la camapagna del coordinamento fin dal 2010" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/libaniconspesesraz-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Nei giorni scorsi Clément Meric, attivista vegano e antispecista di 18 anni, è stato ucciso da tre nazifascisti che lo hanno assalito per massacrarlo di botte.<br />
In ospedale è stata constata la morte cerebrale.<br />
L&#8217;ennesima vita spezzata dallo squadrismo di destra che, sempre indaffaratissimo a ripulirsi la faccia e a mostrarsi accettabile presso l&#8217;opinione pubblica, non rinuncia alla violenza, agli agguati, alle coltellate, agli omicidi.<br />
Episodi come questo ne accadono e ne sono sempre accaduti, in tutta Europa, in tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">I media europei hanno dato molto risalto a questo fatto di cronaca, anche se in Italia è stato accennato appena.<br />
Sentiamo la necessità di raccontare questa storia dal nostro punto di vista, perchè, nonstante il fatto sia avvenuto a Parigi, secondo noi è emblematica di qualcosa che sta succedendo nel movimento di liberazione animale in questo momento, in Italia.<span id="more-3152"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Clément aveva 18 anni ed era un attivista antispecista.<br />
Con tutte le caratteristiche proprie di un attivista antispecista: vegano, contrario ad ogni forma di discriminazione e di sopruso, attivo nella difesa dei più deboli, a qualunque specie appartenessero.<br />
Gli amici che ne danno una descrizione dicono qualcosa di emblematico: Clément si era avvicinato dapprima agli animali. Il suo attivismo partiva da lì.<br />
Gli animali gli avevano fatto scoprire cosa volesse dire essere mercificati, coi loro occhi gli avevano raccontato cosa significa essere un semplice numero, nascere col destino già segnato dalla fine che altri hanno deciso per te.<br />
Questo ha ampliato la sua consapevolezza sul mondo e ha fatto nascere in lui l&#8217;esigenza di attivarsi per un cambiamento radicale e profondo della società.<br />
Questo ha fatto nascere in lui lo schifo e la repulsione per ogni forma di discriminazione.<br />
Gli animali hanno portato nella sua vita l&#8217;amore verso tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;assassino si chiama Esteban (il cognome non è dato sapere) e ha 20 anni. Ha diversi contatti con gruppi e partiti neonazisti che ora, da tutta Europa, gli stanno dando solidarietà.<br />
Nella sua pagina di supporto, accanto a messaggi che orgogliosamente si rifanno all&#8217;ideologia nazifascista (di stampo quindi razzista, omotransfobico e suprmatista), veniamo informati del fatto che questo personaggio ha partecipato alla marcia nazionale contro le pellicce tenutasi a Parigi, ricevendo così la qualifica di &#8220;combattente per la causa animale&#8221;.</p>
<div id="attachment_3155" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3155" title="La foto di Clément, ucciso a 18 perché antispecista." src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/clement2-300x293.jpg" alt="" width="300" height="293" /><p class="wp-caption-text">La foto di Clément, ucciso a 18 perché antispecista.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questo atteggiamento è indicativo: persone e gruppi attivi nel movimento nazifascista stanno, ormai già da qualche anno, tentando di presenziare più eventi possibile che riguardino la lotta per gli animali, in modo da darsi un&#8217;immagine &#8220;pulita&#8221;, tentando di strumentalizzare l&#8217;accresciuta consapevolezza sulla questione animale nella nostra società.<br />
In Germania, ad esempio, i neonazisti provano a strumentalizzare la difesa dei bambini maltrattati, in Italia e in Francia provano a strumentalizzare le lotte antispeciste.<br />
Sanno che se pubblicamente sostengono una lotta giusta automaticamente hanno la possibilità di passare come &#8220;giusti&#8221; spostando l&#8217;attenzione dalle loro idee suprematiste e violente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sostengono, implicitamente, che chi professa idee suprematiste possa tranquillamente lottare per la liberazione degli animali.<br />
Questo è profondamente contraddittorio, l&#8217;antispecismo si basa su un&#8217;idea molto semplice: siamo tutti animali; perciò la liberazione animale coincide con la liberazione umana.<br />
Non è possibile struggersi all&#8217;idea di animali imprigionati e uccisi per diventare cibo e poi rallegrarsi all&#8217;idea di persone massacrate e uccise per la loro appartenenza ad un&#8217;altra etnia.<br />
Non si può lottare per gli animali che giacciono prigionieri nei laboratori e poi sperare che al loro posto ci finiscano persone omosessuali, o chi fugge da paesi devastati dal neocolonialismo.<br />
Non ha senso lottare per liberare gli animali e contemporaneamente lottare perchè la nostra posizione di dominio sulle minoranze che compongono la nostra società si rafforzi e sfoci nella violenza verbale e fisica.<br />
È contraddittorio sostenere il rafforzamento dei confini nazionali quando gli animali ci insegnano che suddetti confini non hanno alcun senso, se non quello di formalizzare e standardizzare la necessità di dominio e controllo tipicamente umana.</p>
<div id="attachment_3157" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3157" title="Le immagini della manifestazione tenutasi a Parigi in memoria di Clément." src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/clement-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Le immagini della manifestazione tenutasi a Parigi in memoria di Clément.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Chi segue le nostre iniziative da più tempo se ne sarà accorto e se ne ricorderà: diverse volte ci siamo trovati ad allontanare gruppi apertamente ricollegabili alle ideologie nazifasciste, che tentavano di strumentalizzare il nostro attivismo per rendersi presentabili. Diverse volte abbiamo avuto a che fare con persone ambigue che, con svastiche e fiamme tricolori tatuate addosso, cercavano di farsi passare per antispecisti.<br />
Il problema più grosso è rappresentato da chi non li identifica come un problema, da chi si illude che loro stiano contribuendo alla causa animale, da chi non ne vuole prendere apertamente le distanze perché non ha ancora capito quali siano le mire di queste persone.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia di Clément ed Esteban si è intrecciata: uno ha imparato dagli animali l&#8217;odio per le catene, per i confini, per le gabbie, per i soprusi e per la violenza, per il suprematismo, l&#8217;altro ha provato a sfruttare gli animali per far accettare il suo messaggio basato sull&#8217;esaltazione di confini, gabbie, soprusi, violenza e suprematismo.<br />
Clément è stato ucciso. Non facciamo che la sua morte sia stata inutile: non sottraiamoci ad una presa di posizione chiara, forte, inequivocabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi volesse approfondire la questione delle infiltrazioni nazifasciste e qualunquiste nel movimento di liberazione animale consigliamo l&#8217;opuscolo &#8220;Antispecisti di destra?&#8221; pubblicato da Veganzetta, consultabile e scaricabile liberamente a questo link &gt; http://bit.ly/19ZQxOj</p>
<p>Contro lo specismo &#8211; per la liberazione animale<br />
www.fermaregreenhill.net</p>
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		<title>GLI ANIMALI E LA RICERCA MUOIONO INSIEME</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 15:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 8 Giugno &#8211; via Vanvitelli, 32 Milano Continuiamo ad abbattere il muro di silenzio  Il 20 aprile siamo entrati nello stabulario del dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell&#8217;Università degli Studi di Milano, sede in cui opera anche la sezione milanese dell&#8217;Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un&#8217;azione dovuta e moralmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-3148" style="padding: 0px 0px 10px 10px;" title="8giugno" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8giugno-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />Sabato 8 Giugno &#8211; via Vanvitelli, 32 Milano</p>
<p><strong>Continuiamo ad abbattere il muro di silenzio </strong></p>
<p>Il 20 aprile siamo entrati nello stabulario del dipartimento di biotecnologie mediche e medicina traslazionale dell&#8217;Università degli Studi di Milano, sede in cui opera anche la sezione milanese dell&#8217;Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un&#8217;azione dovuta e moralmente inattaccabile se si pensa alla realtà degli animali lì imprigionati.</p>
<p><strong>Sabato 8 giugno daremo lettura dei protocolli degli esperimenti che venivano condotti in quei laboratori sino a che li abbiamo voluti interrompere: cosa succede agli animali implicati, per quale fine, con quali giustificazioni.</strong><span id="more-3147"></span></p>
<p>Animali allevati, ingabbiati, sottoposti a esperimenti e uccisi in numeri talmente alti da far sembrare una goccia in un oceano quei tanti individui che noi abbiamo visto. In quelle ore non eravamo altro che testimoni della realtà di un posto uguale a migliaia di altri: tante scatole di plexiglass in tante stanze di uno dei tanti stabulari di una delle tante città di uno solo dei paesi in cui è legale appropriarsi della vita di animali non umani e usarli per i propri scopi: desiderio di laurearsi, affermarsi, conseguire titoli, soldi, successo, essere considerate persone importanti per la salvezza dell&#8217;umanità. Di sicuro quei topi e quei conigli non daranno mai una risposta, per quanto i cosiddetti ricercatori si ostinino a torturali per fargliela confessare.</p>
<p><strong>Vorremo chiedere agli esecutori degli esperimenti di immedesimarsi per un attimo in quegli animali: essere continuamente manipolati, sottoposti a privazioni, isolati, alterati nelle proprie basilari funzioni, vedersi negati la libertà di essere se stessi e non poter avere accesso al mondo, non poter vivere quel che per ognuno di noi è inviolabile, la propria vita.</strong></p>
<p>Ma che relazione c&#8217;è tra un topo e una persona? La più semplice domanda non ha ancora trovato una risposta e i ricercatori continuano a chiedere qualcosa agli animali quando questi gridano la propria estraneità. Alcuni animali non emettono dei suoni riconoscibili come lamenti o grida e in fondo non è proprio questo che permette ai vivisettori di agire indisturbati e privi di qualsiasi rimorso o pietà?</p>
<p>I ricercatori fossilizzati sul modello animale dicono che nessun sistema in vitro può sostituire la complessità del più semplice organismo vivente ma come sempre dipende da quello che vogliono dimostrare: siamo degli organismi complessi quando si tratta di affermare che la sperimentazione in vitro non è attendibile e che quindi ci vuole l&#8217;intero corpo animale, ma quando c&#8217;è da dimostrare che un mammifero tanto differente da noi può sostituirci e rappresentarci in un esperimento, allora da esseri complessi ci trasformiamo in macchine con risposte standard e non si tiene conto delle variabili, delle differenze che esistono non solo tra specie e specie ma anche tra individui conspecifici.</p>
<p><strong>Complessità che per noi ogni animale porta con sé, compresi quelli che vengono definiti modelli sperimentali. Invitiamo studenti, specializzandi e professori a porsi delle domande oltre alla monotonia delle verità preconfezionate e ripetute all&#8217;infinito tanto da diventare dei dogmi, dopotutto lo scopo di un ricercatore è proprio la ricerca, l&#8217;ampliamento delle conoscenze, l&#8217;acquisizione di maggiori consapevolezze e il rapporto che noi esseri umani instauriamo con quello che ci circonda e gli altri animali sta alla base di qualsiasi altra considerazione.</strong></p>
<p>Purtroppo la realtà è che la lezioncina che hanno imparato a ripetere pensando unicamente al voto finale è l&#8217;unico modo che hanno per affrontare le obiezioni a decenni se non secoli di oscurantismo. Cercano di portarci sul loro terreno, là dove si sentono più sicuri perché al di fuori di quelle conoscenze autoreferenziali e fumose c&#8217;è il nulla. Il vuoto dei loro cervelli e delle loro anime risuona negli squallidi laboratori in cui costringono a vivere esseri senzienti.</p>
<p><strong>L&#8217;8 Giugno, in risposta ai diversi eventi organizzati da vivisettori e vivisezionisti, vogliamo organizzare una giornata in risposta alle loro falsità e alle loro menzogne.</strong></p>
<p>Saremo di nuovo in via Vanvitelli 32, a Milano, davanti lo stabulario di Farmacologia per sollecitare la liberazione dei restanti animali prigionieri, così come affermato dallo stesso dipartimento e dal rettorato.<br />
Saremo lì con il nostro corpo, la nostra voce, la nostra testimonianza per portare avanti le uniche rivendicazioni degne di essere ascoltate: quelle dei milioni di animali imprigionati negli stabulari dei laboratori di tutta Italia.<br />
Avremo modo di rendere pubblici alcuni dei protocolli dei quali siamo entrati in possesso e di raccontare la storia di ognuno di quegli animali.</p>
<p><strong>Non possiamo dimenticare e lasciare indietro le migliaia di topi ai quali abbiamo giurato una vita libera lontano da siringhe, apparecchi stereotassici, risonanze magnetiche, prelievi di tessuti, lontano dallo spettro della dislocazione cervicale o della decapitazione.</strong><br />
<strong> Non possiamo ignorare lo sguardo dei conigli ancora prigionieri, mentre ci guardavano chiudere lentamente la porta davanti ai loro occhi pieni di speranza.</strong></p>
<p><strong>Altri eventi simili saranno organizzati l&#8217;8 Giugno in molte altre città d&#8217;Italia, rimanete in contatto per ogni informazione.</strong></p>
<p>Contro lo specismo &#8211; per la liberazione animale</p>
<p>Coordinamento Fermare Green Hill</p>
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		<title>I RICERCATORI SI RITIRANO DAL DIBATTITO IN STATALE</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 19:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 aprile scorso abbiamo deciso, in concomitanza con la settimana dedicata agli animali rinchiusi nei laboratori, di ricorrere ad un&#8217;azione eclatante per contribuire ad abbattere il muro di silenzio che circonda e difende ed aiuta a perpetrare lo sfruttamento di migliaia e migliaia di animali vittimedella vivisezione. “Abbattere il muro di silenzio” era il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/uni_statale3.jpg" rel="lightbox[3090]"><img class="alignright size-medium wp-image-3091" style="padding: 0px 0px 10px 10px;" title="logo università di MIlano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/uni_statale3-300x228.jpg" alt="" width="240" height="182" /></a>Il 20 aprile scorso abbiamo deciso, in concomitanza con la settimana dedicata agli animali rinchiusi nei laboratori, di ricorrere ad un&#8217;azione eclatante per contribuire ad abbattere il muro di silenzio che circonda e difende ed aiuta a perpetrare lo sfruttamento di migliaia e migliaia di animali vittimedella vivisezione. “<em>Abbattere il muro di silenzio</em>” era il titolo dato alla manifestazione che ha richiamato centinaia di persone da tutta Italia.<br />
In seguito all&#8217;azione abbiamo invocato un confronto pubblico con i ricercatori per affrontare le menzogne che hanno utilizzato, come al solito, a loro difesa. A dibattito organizzato e già pubblicizzato eccoli che si tirano indietro adducendo puerili giustificazioni, fingendo di aver scoperto solo a posteriori che a parlare con loro c&#8217;era il<em> Coordinamento Fermare Green Hill</em> e non animalisti scelti a caso, cosa che però era ben chiara e scritta nera su bianco fin dall&#8217;inizio.<span id="more-3090"></span></p>
<p>“<em>Abbattere il muro di silenzio</em>”, ovvero rompere il segreto, svelare il vero volto del lavoro di ricercatori e docenti è l&#8217;arma migliore, come hanno dimostrato e stanno dimostrando le campagne contro le compagnie che trasportano animali, o il caso del dossier di recente pubblicato da <a href="http://www.nemesianimale.net/vivisezione/la-vivisezione-nei-laboratori-di-milano-dossier-informativo/" target="_blank"><em>NemesiAnimale</em></a>, che ha causato l&#8217;immediata reazione sdegnata dell&#8217;Università di Milano.</p>
<p>Abbiamo infatti quel giorno abbattuto il muro di silenzio che circondava uno dei tantissimi luoghi a Milano dove, dietro cancellate anonime e finestre dalle imposte sempre chiuse, si consuma per migliaia di individui un dramma senza fine e senza scampo.</p>
<p>In pieno giorno, a volto scoperto, non criminali ma attori di un gesto di disobbedienza civile e di empatia verso quegli individui, abbiamo scavalcato quei cancelli e aperto quelle finestre. Abbiamomostrato cosa succede dentro un luogo simbolo, uguale a tanti altri: lo stabulario del <em>Dipartimento di Farmacologia</em>.</p>
<p>Abbiamo letto da quelle finestre la lista infinita di animali morti senza motivo, soppressi senza motivo, spariti nel nulla, vittime di cannibalismo causato dalla follia data dalla prigionia e dalla paura, gettati nella spazzatura come rifiuti tossici, conteggiati a chili (chili di topi, chili di minuscoli individui indifesi la cui sola colpa è quella di essere appunto piccoli, maneggevoli, economici, e per questo condannati a milioni). Abbiamo filmato gli occhi terrorizzati dei conigli, i movimenti psicotici dei topi, abbiamo fotografato pagine e pagine di protocolli, pagine e pagine che parlano di esperimenti fatti per studiare l&#8217;effetto della nicotina, dei composti cannabici, delle sostanze di abuso in primis la marjuana, o per studiare sui topi patologie psichiatriche, autismo, bronchite dovuta a fumo di sigaretta e smog.</p>
<p>Dopo pochi giorni siamo stati invitati dal professor Sandro Zucchi, docente di filosofia del linguaggio, a partecipare ad un incontro pubblico, proprio all&#8217;Università Statale, proprio sul tema della vivisezione.  Un altro momento unico e fondamentale per poterci confrontare con i difensori della sperimentazione animale, per poter esprimere le nostre idee e per poter dar voce alle vittime di quella sperimentazione. Non strumenti per la ricerca ma individui con propri bisogni, paure, desideri. Un altro modo per continuare ad abbattere il muro di silenzio. Il confronto avrebbe avuto luogo in Statale il 20 maggio.</p>
<p>Il 17 maggio, ovvero pochi giorni prima, riceviamo da uno Zucchi allibito la comunicazione che il dibattito è cancellato. I relatori pro vivisezione si tirano indietro. La motivazione? Lorenzo Loprete, rappresentante durante il dibattito del Coordinamento Fermare Green Hill, è uno dei cinque attivisti entrati nello stabulario, è un criminale, su di lui pesa la denuncia fatta dall&#8217;Università. Quindi con lui non si dialoga.</p>
<p>Ma non si dialoga con nessun&#8217;altra persona che faccia capo al Coordinamento definito, nel comunicato stampa della presidentessa di Pro-Test, Daria Giovannoni, “<em>interlocutori squalificati</em>”, arrivando all&#8217;assurdo di affermare che il nostro nome, continuamente citato in comunicazioni di giorni e giorni, fosse un refuso. Peccatro che come testimonia anche una <a href="http://www.filosofia.unimi.it/zucchi/notizie.html" target="_blank">nota pubblica </a>scritta dal Prof Zucchi fosse stato chiaro fin da subito che si sarebbe trattatodi &#8220;<em>un dibattito con gli animalisti che hanno fatto irruzione a farmacologia</em>&#8220;.</p>
<p>Un manipolo di attivisti è stato capace di mettere in fuga fior fiore di cervelli, che piuttosto che confrontarsi con motivazioni etiche contro le quali non hanno appiglio alcuno, preferiscono fuggire. Piuttosto che rispondere alle nostre osservazioni e obiezioni, piuttosto che cercare di giustificare il proprio operato di fronte a persone preparate e critiche (con le quali i soliti slogan infarciti di topi e bambini e malattie terribili da cui soltanto il loro incessante lavoro ci potrà un giorno lontano salvare non funzionano), hanno preferito sprofondare nel ridicolo e darsela a gambe.</p>
<p>Meglio inscenare proteste di piazza supportate da organizzazioni come Federfauna e Mario Negri, senza dover reggere un confronto. D&#8217;altra parte chi è abituato a far carriera e soldi torturando chi è più debole, incapace di difendersi e privato di qualsiasi diritto, chi è abituato da anni a nascondere la propria aberrante attività dietro lo scudo milionario dell&#8217;industria farmaceutica e del supporto politico e mediatico, chi da sempre sa di essere al sicuro da critiche e proteste, benprotetto dalle porte sempre chiuse dei laboratori, non può accettare ora di confrontarsi e di spiegare e cercare di giustificare l&#8217;ingiustificabile.</p>
<p>Per costoro la paura più grande è proprio quel che abbiamo iniziato a fare e continueremo a fare: la paura più grande è che il muro di silenzio venga abbattuto e la verità che si cela oltre i loro sorrisi stereotipati venga una volta per sempre resa pubblica.</p>
<p><strong>Sarà allora chiaro chi sono i criminali: non chi libera gli schiavi, ma chi sugli schiavi lucra e si arricchisce.</strong></p>
<p><span style="color: #333300;"><strong>Contro lo specismo &#8211; Per la liberazione animale</strong></span></p>
<p><span style="color: #333300;"><strong>Coordinamento Fermare Greenhill</strong></span></p>
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		<title>IL MONDO DA INCUBO DEI TOPI TRANSGENICI</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 14:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;organizzazione inglese Animal Aid ha pubblicato nel febbraio 2013 un report dettagliato e illuminante sull&#8217;uso di topi geneticamente modificati nella ricerca medica dal titolo: Science Corrupted: the nightmare world of GM mice, ovvero &#8220;Scienza corrotta: il mondo da incubo dei topi geneticamente modificati (GM)&#8220;. E&#8217; stato pubblicato anche un video contenente immagini sconvolgenti di alcuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/13.jpg" rel="lightbox[3081]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3082" style="padding: 0px 10px 10px 0px;" title="topo nudo, salvato da Farmacologia di MIlano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/13-300x199.jpg" alt="" width="240" height="159" /></a>L&#8217;organizzazione inglese <strong>Animal Aid</strong> ha pubblicato nel febbraio 2013 un report dettagliato e illuminante sull&#8217;uso di topi geneticamente modificati nella ricerca medica dal titolo: <cite><strong><a href="http://www.animalaid.org.uk/images/pdf/booklets/ScienceCorrupted.pdf">Science Corrupted: the nightmare world of GM mice</a></strong>, </cite><cite><span style="font-style: normal;">ovvero &#8220;<em>Scienza corrotta: il mondo da incubo dei topi geneticamente modificati (GM)</em>&#8220;. E&#8217; stato pubblicato anche un video contenente immagini sconvolgenti di alcuni degli esperimenti descritti nel report. </span></cite></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><cite><span style="font-style: normal;">La premessa della rivoluzione dei topi GM è che i roditori “riprogrammati” possono fungere da surrogati affidabili degli umani nella ricerca sulle malattie. Il documento di Animal Aid smantella sistematicamente questa supposizione ed elenca numerose promettenti terapie che hanno funzionato effettivamente nei modelli di topo geneticamente modificati ma che poi hanno fallito decisamente nei pazienti affetti da Alzheimer, cancro e cardiopatie.<span id="more-3081"></span></span></cite></p>
<p>Lo sperpero di preziose risorse scientifiche e il conseguente tradimento dei pazienti umani è ciò che preoccupa maggiormente l&#8217;opinione pubblica. La terrificante sofferenza a cui innumerevoli topi GM sono sottoposti ogni anno nei laboratori rimane sconosciuta o non considerata.</p>
<p><em><strong>Science Corrupted</strong></em> attinge alle pubblicazioni dei ricercatori su giornali scientifici. Descrive animali che sono geneticamente programmati per morire di attacchi epilettici o a causa di gravi emorragie interne dovute alla rottura di un arteria principale. Vengono riportati esempi di altri topi che sono predisposti a pulirsi eccessivamente finché non si strappano la pelle o che si mordono ripetutamente e tirano la pelle dei compagni di gabbia.</p>
<p>Per molti topi, il tormento causato dalla programmazione genetica è solo l&#8217;inizio: verranno sottoposti a una lunghissima lista di esperimenti osceni. Tra gli esempi, <strong>topoline avvelenate con il sale per indurre ictus</strong> che le portano a soffrire di una serie di disabilità prima di morire per emorragie cerebrale. Per gli studi sulla depressione <strong>i topi vengono fatti cadere in recipienti di acqua</strong> e monitorati per diversi minuti mentre passano da convulsi tentativi di salvarsi dall&#8217;annegamento, alla disperazione, fino alla sconfitta e all&#8217;immobilità.</p>
<p>I modelli per l&#8217;epilessia hanno delle<strong> crisi innescate dall&#8217;essere continuamente lanciati in aria</strong>. Lo stesso effetto è ottenuto in altri topi <strong>iniettando dell&#8217;acido nell&#8217;addome</strong>. Negli studi sulle patologie dei polmoni, i topi <strong>sono chiusi in scatole di plexiglass e costretti a inalare fumo di tabacco</strong>. Altri animali geneticamente modificati vengono <strong>privati dell&#8217;acqua</strong>, esposti ai predatori, <strong>sottoposti a esplorazioni rettali e elettroshock</strong>.</p>
<h3 style="text-align: center;">GUARDA IL VIDEO SCIENCE CORRUPTED:</h3>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://player.vimeo.com/video/58534271" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p>I topi condividono con gli esseri umani l&#8217;80% dei geni ma il modo in cui questi geni funzionano e sono regolati varia molto nelle due specie, il che spiega perchè umani e roditori hanno sembianze e comportamenti così diversi. Il report fa notare che aggiungere o togliere un gene o due (la principale alterazione fatta a topi GM) non vince le disparità biologiche fondamentali tra umani e roditori. Ecco perché i ricercatori sono incapaci di indurre stati di malessere che siano sufficientemente simili a quelli vissuti dalle persone e perché medicinali e altri trattamenti sperimentati sui topi falliscono sui pazienti umani.</p>
<p>I topi GM sono creati per transgenesi (l&#8217;aggiunta di un gene estraneo) o per disabilitazione di uno o più geni. Qualunque sia il metodo, la maggioranza della progenie viene uccisa o perché nasce con malformazioni non volute (come deformità degli arti, deperimento, idrocefalia o cuore gonfio) o perché la deformità programmata è considerata dopo tutto non utile. Molti sono uccisi anche perché sono dei fallimenti o un surplus. In ultima analisi, per ogni topo geneticamente modificato, centinaia di altri muoiono o vengono uccisi. Molti di questi topi di scarto non ricevono nemmeno la considerazione burocratica di essere riportati nelle statistiche del governo.</p>
<p><strong><em><span style="font-weight: medium;">Science corrupted</span></em></strong><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: medium;"> mette a nudo per la prima volta la portata e la natura della rivoluzione dei topi GM. Descrive un&#8217;impresa che è qualcosa di delirante, scientificamente irrazionale e crudele in modo terrificante. Fino ad ora il dibattito pubblico sulla materia è stato dominato dal racconto rassicurante dei medici che dichiarano che i topi GM sono moralmente e scientificamente giustificati. Il report di Animal Aid racconta la vera, sconvolgente e macabra storia. </span></span></p>
<p><strong>VUOI LEGGERE  E SCARICARE L&#8217;INTERO REPORT? <a href="http://www.animalaid.org.uk/images/pdf/booklets/ScienceCorrupted.pdf" target="_blank">CLICCA QUI</a></strong></p>
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		<title>LA STORIA DEL TOPO 653</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 10:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[653 è uno dei topi salvati il 20 Aprile dalle gabbie del Dipartimento di Farmacologia dell&#8217;Università degli Studi di Milano. 653 non è il suo nome. È il numero impresso sulla graffetta conficcata nel suo orecchio. Lui un nome non ce l&#8217;ha. Da un lato ciò suggerisce che nessun essere umano gli abbia mai prestato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/653.jpg" rel="lightbox[3050]"><img class="alignright size-medium wp-image-3051" style="padding: 0px 0px 10px 10px;" title="Topo 653 - Farmacologia MIlano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/653-300x199.jpg" alt="" width="242" height="161" /></a>653 è uno dei topi salvati il 20 Aprile dalle gabbie del <em>Dipartimento di Farmacologia dell&#8217;Università degli Studi di Milano</em>.<br />
<strong>653 non è il suo nome. È il numero impresso sulla graffetta conficcata nel suo orecchio. Lui un nome non ce l&#8217;ha.</strong><br />
Da un lato ciò suggerisce che nessun essere umano gli abbia mai prestato sufficiente attenzione da conferirgli la dignità di individuo (e quindi, di conseguenza, un &#8220;nome&#8221; &#8211; ciò che noi utilizziamo per distinguere chi reputiamo degno della nostra considerazione), dall&#8217;altro ci ricorda come gli animali, nella loro immensa interezza di abitanti di questo mondo, non abbiano alcun bisogno di un &#8220;nome&#8221; per affermare sé stessi. <span id="more-3050"></span>Non trovano fine e compimento nella categoria che altri loro simili gli affibbiano (come invece succede a noi umani: una persona &#8220;senza nome&#8221;, non ha un passato, non ha una storia, non è nessuno, non è &#8220;niente&#8221;), ma trovano compimento in loro stessi, senza che questo individualismo possa porre alcun freno alla complessità di relazioni sociali intessute.</p>
<p><strong>653 non è nato libero. È nato presso i locali di una multinazionale, la Harlan di Udine, da una madre prigioniera.</strong><br />
Ultima espressione di una stirpe creata e vissuta per essere strumento umano.</p>
<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/653-4.jpg" rel="lightbox[3050]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3056" style="padding: 0px 10px 10px 0px;" title="il topo 653, salvato dal Dipartimento di farmacologia" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/653-4-300x199.jpg" alt="" width="246" height="163" /></a>Il suo Dna è stato modificato affinché non esprimesse le basi azotate necessarie alla produzione di una determinata proteina che, esperimenti condotti su altri prigionieri prima di lui, avevano identificato come molto importante nel corretto sviluppo dei neuroni.<br />
In particolare, ridotti livelli di quella proteina, avevano evidenziato deficit di apprendimento e memoria nei test mirati a valutare le funzionalità del cervello.<br />
Su altri topi prima di lui era stato osservato, dopo averli decapitati ed estratto loro il cervello, come determinati neuroni mostrassero uno sviluppo incompleto, in seguito alla carenza di questa proteina. Migliaia e migliaia di suoi fratelli e sorelle sono nati e morti, negli anni passati, per aggiungere dettagli attorno alla descrizione di questa proteina.<br />
Uno degli altri effetti osservati in anni di queste torture è la ridotta plasticità sinaptica (la capacità del cervello di creare e distruggere<br />
nuove connessioni, meccanismo ritenuto essere alla base del processo cognitivo) osservata in questi topi.</p>
<p>653, giunto su questo mondo già in catene, col suo destino scritto prima di tutto nel suo Dna, si è affacciato al mondo con l&#8217;ingenuità e la speranza che solo un animale può possedere. La stessa ingenuità e speranza condivisa da tutti gli individui che vengono alla luce su<br />
questa terra.<br />
L&#8217;obiettivo dichiarato col quale è stato fatto nascere, venduto, comprato, imprigionato e morbosamente osservato è &#8220;chiarire i meccanismi molecolari alla base della ridotta plasticità sinaptica&#8221; e constatare se la proteina sopracitata fosse coinvolta o meno nella modificazioni strutturali dei neuroni in topi messi un &#8220;ambiente arricchito&#8221;.</p>
<p>Tutto ciò, nelle giustificazioni dei vivisettori, dovrebbe fungere da modello per l&#8217;autismo, dato che la stessa proteina che 653 in virtù del suo dna modificato non può creare, è stata osservata in concentrazioni più basse della media in persone affette da autismo.</p>
<p><strong>L&#8217;intera esistenza di 653 è stata concepita attraverso pubblicazioni scientifiche costate la prigionia, la sofferenza e la morte di un numero inquantificabile di suoi predecessori.</strong><br />
Sembra la trama di un&#8217;angosciante distopia, invece si tratta della realtà quotidiana per milioni di animali.</p>
<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/653-2.jpg" rel="lightbox[3050]"><img class="alignright size-medium wp-image-3053" title="Il topo 653, liberato da Farmacologia di MIlano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/653-2-300x199.jpg" alt="" width="255" height="170" /></a>653, ovviamente, reca in sé i segni indelebili di ciò che la follia umana ha saputo lucidamente immaginare e mettere in pratica.<br />
Sembra essere particolarmente timido. Se, con l&#8217;obiettivo fotografico, si cerca il suo musino, lui si gira, cercando un pertugio fra le pieghe delle maniche di chi lo accoglie dove rifugiarsi palcidamente da ciò che non conosce. Con un po&#8217; di pazienza, dopo un po&#8217;, mostra il suo musino a chi cerca di scorgere i suoi occhi, rivelando uno sguardo misterioso e profondo.<br />
I suoi movimenti sono lenti, a tratti un po&#8217; goffi. Non sembra provare disagio nell&#8217;essere maneggiato, ma sembra vivere le grandi mani che lo accolgono con una sorta di distacco, di indifferenza.</p>
<p><strong>Non sappiamo quanto rimane da vivere a 653.</strong><br />
Vorremmo rendergli giustizia, vorremmo restituirlo al suo vero mondo, vorremmo concedergli la Terra intera, vorremmo che il suo piccolo e ancestrale corpo avesse come solo limite la sua fantasia, le sue corse sfrenate, la sua ricerca di cibo, la sua voglia di un riparo, la sua disponibilità a rapporti sociali e amorevoli.<br />
Invece è nato in cattività. Una cattività ancora più assurda e debilitante in quanto inscritta nei suoi geni.<br />
Noi ora possiamo solo donargli una luogo più grande e confortevole, delle mani amiche che mai lo decapiteranno per studiarne le sinapsi, una casa sicura dove trovare cibo, rifugio e calore in ogni momento che lo vorrà.<br />
Nasce dai miei occhi una lacrima, al suo pensiero, frutto di una grande frattura dentro me:  la rabbia per il non poterlo vedere libero e la gioia per il vederlo lontano da chi voleva ucciderlo in quanto semplice oggetto, piccolo insignificante numero segnato a penna su un cartellino colorato.</p>
<p><strong>Non possiamo essere ciò che vorremmo, per 653, ma lui può essere per noi un maestro.</strong><br />
Con un solo sguardo ci ricorda la sua dignità. Con ogni suo lento movimento ci mostra come nessun laboratorio, nessuna<br />
laurea, nessun titolo, nessuna gabbia di plexiglass, nessuna ricerca per una cura miracolosa, cancelleranno la sua voglia di libertà.<br />
Ogni istante in cui posiamo lo sguardo su lui e le sue sorelle e fratelli che hanno avuto la sfortuna di incrociare la nostra specie sul<br />
loro cammino, troviamo tutte le motivazioni per impegnarci nella lotta alla sperimentazione animale.</p>
<p><span style="color: #333300;"><strong>VUOI AIUTARCI A DARE UNA NUOVA VITA A 653 E TUTTI GLI ALTRI?</strong></span></p>
<p><strong>1) Adotta alcuni topi da laboratorio.</strong> Chi volesse proporsi per l’adozione ci contatti.</p>
<p>Mail: <a href="https://fulvetta.riseup.net/sm/src/compose.php?send_to=adozionicontrogreenhill%40gmail.com">adozionicontrogreenhill@gmail.com</a> Telefono: 339-2144345</p>
<p><strong>2) Aiutaci a sostenere le spese.</strong> Abbiamo bisogno di contributi per l’acquisto di tantissime gabbiette in cui poter far viaggiare i topi verso le loro nuove case, in cui tenerli nei loro stalli temporanei e per andare a prelevare le altre migliaia ancora presenti nello stabulario. Inoltre l’azione di sabato ha avuto dei costi e avrà forti ritorsioni legali per le persone coinvolte. Aiutaci a continuare a salvare animali e portare avanti la lotta contro la vivisezione! Fai una donazione ora. Grazie!!!</p>
<p><em><strong>Usa questa Postepay: numero 4023 6006 1715 8052 Intestata a D’angelo Sara Livia Vittoria</strong></em></p>
<p>Insieme riusciremo a fermare la sperimentazione sugli animali!</p>
<p><strong>Contro lo specismo – Per la liberazione animale </strong></p>
<p><strong>Coordinamento Fermare Green Hill</strong></p>
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		<title>LE MENZOGNE DEI VIVISETTORI</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 14:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante i ricercatori si prodighino nell&#8217;affermare che la conseguenza diretta della nostra azione sia stato vanificare anni di ricerche &#8220;condannando i malati e le loro famiglie ad attendere più tempo per le cure&#8221; evitano accuratamente di spiegare nei dettagli cosa accadesse in quegli stabulari e nei laboratori sottostanti. Nelle loro parole l&#8217;assioma è &#8220;le ricerche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/12.jpg" rel="lightbox[3038]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3039" style="padding: 0px 10px 10px 0px;" title="Topina libera dalla vivisezione" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/12-300x218.jpg" alt="" width="240" height="174" /></a>Nonostante i ricercatori si prodighino nell&#8217;affermare che la conseguenza diretta della nostra azione sia stato vanificare anni di ricerche <em>&#8220;condannando i malati e le loro famiglie ad attendere più tempo per le cure&#8221;</em> evitano accuratamente di spiegare nei dettagli cosa accadesse in quegli stabulari e nei laboratori sottostanti. Nelle loro parole l&#8217;assioma è &#8220;<em>le ricerche che stavamo conducendo salvano vite umane&#8221;</em>. <strong>In un vano tentativo di difesa i ricercatori stanno condendo articoli su blog, comunicati stampa e interviste con le solite frasi fatte, le solite menzogne.</strong> Ma quello che fanno realmente agli animali in quel laboratorio ancora non lo hanno detto a nessuno. E allora cominciamo noi a dirlo, in attesa di pubblicare a breve tutti i protocolli e i documenti.<span id="more-3038"></span></p>
<p>La libertà di ogni individuo è inalienabile, le privazioni inflitte a tutti gli animali prigionieri dei laboratori di ricerca sono insostenibili, le torture che segnano la loro pelle, il loro pelo, la loro psiche sono spesso inscritte nel loro stesso Dna, manipolato e distorto affinchè il loro destino sia inevitabilmente segnato e sviluppino deficit, tumori e disturbi di varia natura.<br />
Ciò che la nostra società e la nostra cultura infliggono a chi ha la sfortuna di trovarsi sul nostro cammino è perlopiù indescrivibile e indescritto. Queste considerazioni sono sufficienti per opporsi con veemenza alla pratica denominata &#8220;sperimentazione animale&#8221;.</p>
<p><strong>Siamo però convinti del fatto che, per sollevare un dibattito serio e coerente nel merito, sia necessario disaminare nel dettaglio ciò che succede nei laboratori.</strong><br />
Per questo uno degli obiettivi dell&#8217;azione di sabato 20 Aprile è stato impadronirsi dei documenti che descrivono quale sia il lavoro compiuto su questi animali, e su altri che, in questo momento, si trovano in un centro di trattamento di rifiuti tossici, ormai privi di vita.</p>
<div id="attachment_3042" class="wp-caption alignright" style="width: 323px"><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/2.jpg" rel="lightbox[3038]"><img class="size-medium wp-image-3042" title="topo liberato dai laboratori di Farmacologia a MIlano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/2-300x200.jpg" alt="" width="313" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">Uno dei 300 topi liberati il 20 aprile. Dopo dieci giorni è in piena salute e felice della sua nuova vita, nonostante i vivisettori si prodigassero a dare tutti gli animali per spacciati fuori dai laboratori. Una delle tante menzogne che hanno spacciato in questi giorni.</p></div>
<p>Esistono studi autorevoli e personalità decisamente preparate che spiegano come i metodi che utilizzino gli animali come modello per patologie e comportamenti umani siano fini a loro stessi quando non espressamente fuorvianti, non ci soffermeremo quindi su questo aspetto della questione che riteniamo vada affrontato in altra sede.</p>
<p><strong>Ciò su cui vorremmo riflettere è sul fine dichiarato di questi esperimenti, ovvero mettere in luce la discrepanza fra le promesse e gli intenti altisonanti dei vivisettori e la mera realtà fatta di ricerche che tentano di sopperire la mancata assunzione di responsabilità delle persone che si trovano a vivere questo mondo sotto il giogo di una società che consuma e distrugge tutto ciò che tocca.</strong></p>
<p>Vogliamo far pagare agli animali il prezzo di torture che ci autoinfliggiamo. Imprigioniamo per anni, seviziamo in continuazione e infine uccidiamo milioni di animali per risolvere i danni causati da uno stile di vita assurdo e autodistruttivo.</p>
<p>Ne sono un esempio gli esperimenti condotti sui conigli del gruppo dal quale abbiamo sottratto uno di loro, che ora si chiama Alfio Fragilo, imprigionato fra quelle sbarre dal 2008. <strong>Esperimenti condotti sui recettori della nicotina per produrre un farmaco che possa contrastare la dipendenza da quel veleno.</strong><br />
Senza addentrarci nell&#8217;assurdità di utilizzare dei conigli, corpi così diversi dal nostro, funzionalità cerebrali così distanti da quelle umane, animi così lontani dalle nostre nevrosi quotidiane, individui che, nonostante la prigionia e la tortura, non hanno perso ciò che Nietzsche chiamava &#8220;<em>il sano intelletto animale</em>&#8220;, per degli esperimenti su stati indotti dall&#8217;abuso e dalla dipendenza dal tabacco.</p>
<p><strong>Perché gli abusi di sostanze sono così diffusi nella nostra società?</strong> Perché così tante persone cercano ogni giorno di anestetizzarsi mediante l&#8217;autosomministrazione di sostanze che alterano le nostre funzioni psichiche, spesso fino ad autodistruggersi? Da quale immenso trauma il nostro inconscio collettivo tanta invano di fuggire?<br />
Domande troppo complesse, le cui risposte sono troppo dolorose per essere affrontate con consapevolezza. Se facessimo davvero questo sforzo di comprensione dovremmo accettare la totale messa in crisi delle sovrastrutture sociali così come si replicano da millenni.<br />
<strong>È molto più semplice torturare per anni dei conigli nella vacua speranza di creare un farmaco per arricchire le multinazionali farmaceutiche e avere una chance di essere pubblicati su una rivista di settore.</strong> Senza nemmeno aver lontanamente toccato l&#8217;eziologia di questi fenomeni, ma volendosi soffermare stupidamente sui sintomi finali.</p>
<div id="attachment_3043" class="wp-caption alignleft" style="width: 273px"><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8664393565_85a0170a31.jpg" rel="lightbox[3038]"><img class="size-medium wp-image-3043" title="ALFIO FRAGILO nella gabbia in cui è rimasto prigioniero per 5 anni." src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8664393565_85a0170a31-300x225.jpg" alt="" width="263" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">ALFIO FRAGILO nella gabbia in cui è rimasto prigioniero per 5 anni.</p></div>
<p>Nello stesso discorso possono essere fatti rientrare gli esperimenti (tutti condotti in quel Dipartimento di Farmacologia al momento dell&#8217;azione) che utilizzano i <strong>topi come modello di obesità</strong>, o esperimenti che inducono<strong> stati infiammatori nei topi mediante lo smog</strong> e l&#8217;aria inquinata di Milano, o esperimenti che <strong>valutano sui topi le modificazioni del sistema</strong> <strong>immunitario in seguito all&#8217;abuso di THC</strong> (il principio attivo della marijuana), o esperimenti mirati a indagare <strong>metodi per contrastare l&#8217;invecchiamento delle ossa</strong> sperimentando su ratti con disfunzioni ormonali ai quali sono state strappate le gonadi, costretti in gabbie piccole nelle quali non potendo muoversi sviluppano carenze ossee, o &#8211; ancora &#8211; esperimenti sulla relazione tra particolari proteine e malattie psichiatriche nei ratti, esperimenti sull&#8217;<strong>effetto sul sistema nervoso centrale delle &#8220;droghe ricreazionali</strong>&#8220;, nonché tutti quegli esperimenti riguardanti i tumori e gli stati infiammatori.</p>
<p>Esistono studi scientifici seri, e dozzine di ricerche di settore, che spiegano come i modelli animali non possano prestarsi nemmeno a descrivere lontanamente la condizione patologica (o normale) nell&#8217;essere umano.<br />
I modelli animali non sono mai stati validati scientificamente, cioè non è mai accaduto in tutta la storia della ricerca effettuata sulla pelle di individui inconsapevoli che non hanno minimamente prestato il loro consenso che qualcuno si prendesse il disturbo di dimostrare e spiegare come un topo geneticamente modificato per non esprimere una proteina associata allo sviluppo neuronale (esperimento anche questo in corso a Farmacolgia) possa offrire un modello soddisfacente di disturbi autistici nell&#8217;essere umano.<br />
Non che questo faccia qualche differenza, ai fini del discorso, ma sentiamo l&#8217;esigenza di contestualizzare le dichiarazioni supereroistiche dei vivisettori.</p>
<div id="attachment_3047" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/72801_544856118888843_1613090889_n.jpg" rel="lightbox[3038]"><img class="size-medium wp-image-3047" title="Topo nel dipartimento di Farmacologia, Milano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/72801_544856118888843_1613090889_n-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">I ricercatori hanno diffuso questa foto scattata il giorno dopo il 20 aprile, dicendo che a causa nostra questo topo sarebbe rimasto schiacciato. Ma guardate bene quella fotografia e vedrete che il coperchio in questione lascia uno spazio di almeno 3 centimetri da terra, spazio più che sufficiente per il passaggio di un topolino di quelle dimensioni (capace di uscire da fori e pertugi molto più piccoli, per chi conosce i topi e la loro abilità). Quel topo sta semplicemente passando sotto al coperchio e si sta schiacciando per farlo, come i topi sono capaci di fare col loro corpo. Anche qui l&#39;arte della menzogna e della manipolazione come unica difesa.</p></div>
<p>Facciamo ignobilmente pagare agli animali il prezzo del nostro vivere autodistruttivo, senza ottenerne alcun risultato tangibile. Sabato 20 aprile abbiamo avuto l&#8217;incredibile possibilità di venire a contatto coi protocolli attivi (e non, come accade di solito, solo con quelli che giungono a pubblicazione).<br />
La distaccata descrizione di ciò che è accaduto, stava accadendo, e sarebbe accaduto a quegli individui in quel laboratorio ci ha lasciato pietrificati.<br />
Ancora di più oggi, quando, nella loro cura quotidiana, ci rendiamo conto del meraviglioso mistero che recano dentro sé, celato da occhi vispi, baffi vibranti e zampette irrefrenabili.</p>
<p><strong>Presto pubblicheremo qualche astratto decisamente evocativo di ciò che sono i protocolli degli esperimenti, nella speranza di vederli un giorno resi pubblici, integralmente, per ogni laboratorio presente in Italia, in nome della trasparenza e della correttezza di informazione tanto invocata da taluni carcerieri.</strong></p>
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		<title>LE LABILI DIFESE DEI VIVISETTORI</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 13:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ La nostra azione del 20 aprile sta scatenando reazioni di isterismo e vittimismo da parte dei ricercatori e degli studenti che conducevano i loro affari al Dipartimento di Farmacologia dell&#8217;università statale di Milano. Gli attacchi verbali che ci rivolgono su facebook e sui mezzi di stampa mostrano quanto traballante sia il loro impianto ideologico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"> <a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8664846567_d71b59bbf4.jpg" rel="lightbox[3032]"><img class="alignright size-medium wp-image-3033" style="padding: 0px 0px 10px 10px;" title="Un topo nudo nel Dipartimento di Farmacologia, MIlano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8664846567_d71b59bbf4-300x225.jpg" alt="" width="242" height="182" /></a>La nostra azione del 20 aprile sta scatenando reazioni di isterismo e vittimismo da parte dei ricercatori e degli studenti che conducevano i loro affari al <em>Dipartimento di Farmacologia dell&#8217;università statale di Milano</em>. <strong>Gli attacchi verbali che ci rivolgono su facebook e sui mezzi di stampa mostrano quanto traballante sia il loro impianto ideologico e quanto dogmatismo questi sedicenti ricercatori della verità e del bene comune abbiano dentro di loro</strong>, insegnamenti dogmatici acquisiti in università ma che ancor prima vengono inculcati dalla morale comune: scegli, o questo topo o un bambino, non importa se tuo figlio o uno povero e affamato in Africa, oppure un Ammalato. Noi, attiviste e attivisti di<em> Fermare Green Hill,</em> siamo sereni e sicuri di quello che abbiamo fatto ed essere tacciati di ignoranza o essere considerati analfabeti ci può irritare ma in qualsiasi momento possiamo sostenere un confronto con tali personaggi e dimostrare la ricchezza del nostro pensiero e delle nostre argomentazioni. <span id="more-3032"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sappiamo quanto la nostra empatia verso gli altri esseri viventi su questo pianeta e la nostra consapevolezza di fronte alla complessità del mondo siano sintomi di una coscienza superiore, e anche di una volontà di ricercare il senso delle cose che manca completamente nei cultori della vivisezione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per scelta e indole stiamo ignorando i commenti di disprezzo e odio. Ci chiediamo perché dovremmo sprecare tempo ed energie con chi non vuole considerare il punto di vista delle vittime del loro tanto prezioso lavoro: quei topi e quei conigli che abbiamo guardato negli occhi e con cui abbiamo condiviso 10 ore e i milioni di altri animali, di qualsiasi specie, che giacciono nelle gabbie dei laboratori di tutto il mondo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>La lezione che hanno imparato a ripetere pensando unicamente al voto finale è l&#8217;unico modo che hanno per affrontare le obiezioni a decenni se non secoli di oscurantismo.</strong> Cercano di portarci sul loro terreno, là dove si sentono più sicuri perché al di fuori di quelle conoscenze autoreferenziali e fumose c&#8217;è il nulla. Il vuoto dei loro cervelli e delle loro anime risuona negli squallidi laboratori in cui costringono a vivere esseri senzienti. Da anni ci documentiamo molto e sappiamo quanto la vivisezione o sperimentazione animale sia fallace e ingannevole anche se non abbiamo competenze specifiche per addentrarci là dove gli specialisti vogliono trascinarci. Ci sono molti scienziati però che possono farlo e come Coordinamento auspichiamo un confronto tra chi sperpera i generosi fondi per la ricerca per continuare su una strada sbagliata e chi invece negli anni ha sviluppato vere conoscenze e metodi efficaci per trovare risposte ai problemi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Conosciamo la solita arroganza di chi crede che l&#8217;aver imparato terminologie incomprensibili ai più, aver superato esami, conseguito lauree e specializzazioni, possa rimetterci al nostro posto, zitti e spaventati. Gli esperti, le persone che lavorano nel settore della ricerca , sono abituati alla soggezione che i loro titoli e la dicitura di “<em>salvatori dell&#8217;umanità</em>” incutono nella maggior parte della società.</p>
<h3 style="text-align: center;">GUARDA LE BANALI DIFESE DELLE RICERCATRICI AL Tg1:</h3>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/2oBuYLxrlEE?list=UU7T57YymWAO4Gesc2dfuphQ" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Di questo status si fanno forti e appena qualcuno osa ricordare che quelle brillanti carriere, i riconoscimenti, gli articoli sulle riviste specialistiche, costano la vita a degli animali e non salvano quella degli umani, la loro risposta standard è che non si può fermare il progresso, che sacrificare gli animali è necessario, e gli attacchi si fanno anche personali, sottindendendo che chi si oppone alla vivisezione o ricerca con animali (per noi la differenza è solo nelle parole) è in fondo una persona che non ha studiato, che forse non sa nemmeno parlare. Quando ci va bene siamo ingenui, utopistici, dediti a contestare senza proporre.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In molti ora si sporgono dalle pagine dei giornali o su siti internet, presentandosi come esperti di qualcosa, zoologi, farmacologi, biologi, e cantano la solita nenia. La frase finale con cui pensano di averci incastrato è : allora se non volete che si esperimenti sugli animali, fatevi avanti, offritevi come cavie! E&#8217; scoraggiante vedere come nel pensiero di molti ci sia l&#8217;esigenza di vedere soccombere qualcuno, di dover per forza sacrificare qualcuno per salvare qualcun altro. Secondo questa logica i deboli o gli esclusi di turno vanno messi a disposizione di qualcosa di superiore che dovrebbe far prosperare quegli umani che hanno avuto la fortuna di essere inclusi nella cerchia dei degni di considerazione, libertà, vita.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Noi vediamo la nostra presenza in questo mondo come una magnifica esperienza composta di molteplici emozioni, esperienze e il mistero del senso della vita e dell&#8217;universo ci rende complici, affini agli altri esseri viventi. Non vogliamo sfruttare, imprigionare, distruggere vite, guadagnare soldi e fama, le nostre aspirazioni sono altre per cui in effetti noi e chi fa l&#8217;apologia della sperimentazine animale e del loro sfruttamento apparteniamo ad umanità profondamente distinte e inconciliabili.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli esperimenti sugli animali non vanno a favore di quegli individui, gli animali, il cui interesse primario all&#8217;integrità del proprio corpo e alla vita è irrinunciabile e non può essere negato da nessuno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>In altre parole, qualsiasi azione non vada a beneficio dell&#8217;individuo, umano o non umano, su cui viene compiuta, è inaccettabile e imporla è un atto ingiusto e da contrastare.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ribadendo che questo è il motivo per cui ci opponiamo alla vivisezione o sperimentazione animale procederemo a smontare le accuse che ci vengono mosse e le deboli argomentazioni con cui qualcuno vorrebbe farci capitolare.</p>
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		<title>ABBIAMO ABBATTUTO IL MURO DI SILENZIO</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 12:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 20 aprile il muro di silenzio eretto a difesa dei laboratori e degli stabulari italiani dove ogni anno trovano la morte circa 900.000 animali ha cominciato a scricchiolare. Tre attiviste e due attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill, in pieno giorno, hanno occupato un intero piano, il quarto, della facoltà di Farmacologia dell&#8217;Università degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8672891242_a7df056529_o1.jpg" rel="lightbox[3000]"><img class="alignleft size-medium wp-image-3001" style="padding: 0px 10px 10px 0px;" title="Occupazione del dipartimento di farmacologia - Milano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8672891242_a7df056529_o1-300x199.jpg" alt="" width="242" height="160" /></a>Sabato 20 aprile il muro di silenzio eretto a difesa dei laboratori e degli stabulari italiani dove ogni anno trovano la morte circa 900.000 animali ha cominciato a scricchiolare. Tre attiviste e due attivisti del <em>Coordinamento Fermare Green Hill</em>, in pieno giorno, hanno occupato un intero piano, il quarto, della <em>facoltà di Farmacologia dell&#8217;Università degli Studi di Milano</em>.<br />
In quei locali vengono detenuti, seviziati, infine decapitati, migliaia di individui. <strong>Siamo entrati in possesso dei documenti riguardanti anni e anni di esperimenti condotti utilizzando topi, conigli, ratti, gerbilli, pesci, criceti e cani.</strong> Abbiamo potuto portare fuori da quelle pareti le immagini degli animali reclusi, potendo raccontare la loro storia, la loro esperienza, ciò che subiscono sulla loro pelle in mesi o anni di manipolazioni, iniezioni, osservazioni morbose, torture. <strong>Abbiamo voluto farlo mostrando il nostro volto, affrontando a viso aperto i responsabili di quella situazione con la volontà e la consapevolezza di non sottrarci alle conseguenze che scaturiranno dalla nostra azione.</strong> <span id="more-3000"></span></p>
<p>Negli stabulari abbiamo trovato 18 conigli terrorizzati: alla vista di una persona scattavano contro la parete posteriore della gabbia, nel vano tentativo di sottrarsi agli occhi di chi, secondo la loro esperienza, li avrebbe afferrati per trascinarli nei laboratori dei piani sottostanti. Negli angoli di quelle gabbie grumi di feci ammuffite erano l&#8217;unica compagnia di quegli sfortunati animali. Due di loro sono detenuti dal 2008, molti altri dal 2009 e dal 2010, alcuni dal 2011.</p>
<h3 style="text-align: center;">GUARDA IL VIDEO DI QUESTA STORICA GIORNATA:</h3>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/YTrjsHVVjKc" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>In ciascuna delle altre stanze erano stipati diversi scaffali contenenti ognuno circa 30 gabbie in plexiglass ricolme di piccoli topi. Molti avevano le orecchie forate da buchi perfettamente circolari. Abbiamo capito, successivamente, che quel tipo di ferita era causata da una specie di graffetta identificativa, utile a distinguere i singoli animali di una gabbia, che abbiamo osservato pendere dalle orecchie di alcuni, coi bordi raggrumati di sangue. Molti presentano patologie del pelo, ferite cutanee e si grattano furiosamente.</p>
<p>Alcuni topi passano molto tempo appesi alle sbarre del soffitto della gabbietta, afferrandole con tutte e quattro le zampine, scappando al minimo segno di presenza umana, segno di un profondo stress e di un disagio inesprimibile. Diversi topi cercano costantemente di liberarsi, tentando di saltare addosso ai bordi del coperchio della gabbia, con violenza, arrivando a sbattere in continuazione la testa. Altri topi sono catatonici, immobili, insensibili a qualunque stimolo esterno.</p>
<p>I box dei cani erano vuoti, adibiti a magazzino temporaneo, anche se in due box c&#8217;erano segni di quella che poteva sembrare una detenzione recente (chiazze di urina rappresa). Dopo una lunga trattativa, resa possibile dal fatto che i nostri stessi corpi bloccavano ogni accesso possibile e forti del possesso di tutti i documenti presenti, abbiamo ottenuto di andarcene con quanti più animali possibili, ospitati ora dall&#8217;associazione <a href="http://www.vitadacani.org" target="_blank">Vita da Cani Onlus</a> di Arese.</p>
<p>I responsabili dell&#8217;università si sono detti disponibili a cedere anche tutti gli altri animali presenti nello stabulario, resi ormai inservibili dalla &#8220;contaminazione&#8221; data dalla nostra presenza e dallo scompiglio dei cartellini identificativi (rendendo quindi impossibile identificare i singoli animali). Abbiamo così condotto verso una vita libera centinaia di topi e un coniglio, uno dei due detenuti dal 2008.</p>
<p>È notizia di ieri che il rettore si rifiuti di cedere gli animali restanti a chi direttamente è entrato negli stabulari. Ciò non ci preoccupa: la nostra unica volontà è vedere quegli animali fuori di lì, esistono molte realtà competenti che potranno aiutarli a trovare una vita diversa, lontano dalla grinfie di chi li considera oggetti.</p>
<h3 style="text-align: center;">GUARDA TUTTE LE FOTO DEGLI ANIMALI PRIGIONERI E IN LIBERTA&#8217;:</h3>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.flickr.com/slideShow/index.gne?user_id=54029826@N02&amp;set_id=72157633284040905" frameborder="0" scrolling="no" align="middle" width="400" height="370"></iframe></p>
<p>Il muro di silenzio comincia a cedere: siamo riusciti nell&#8217;intento di diffondere informazioni su ciò che avviene in quei luoghi, di portare la voce degli animali dove qualcuno potrà e vorrà udirla, di creare consapevolezza mostrando la realtà, in modo che tutti possano rendersi conto di quale incubo senza fine sia la sperimentazione animale. Stiamo studiando i protocolli dei quali ci siamo impossessati, presto sapremo dare dati precisi su quali esperimenti avvenivano e come erano condotti. Sapremo presto dirvi come morivano gli animali e cosa accedeva loro la dentro, mettendo in difficoltà, coi loro stessi documenti, quanti si prodigano in queste ore in dichiarazioni false.</p>
<p>I mattoni che compongono quel muro crolleranno uno ad uno: l&#8217;oscurantismo che vorrebbe vedere quegli individui come strumenti, le voci umane che soverchiano le voci animali, chi nega a topi, conigli, ratti, cani la vita e la libertà.</p>
<p><span style="color: #333300;"><strong>VUOI AIUTARCI IN QUESTO MOMENTO?</strong></span></p>
<p><strong>1) Adotta alcuni topi da laboratorio.</strong> Chi volesse proporsi per l&#8217;adozione ci contatti.</p>
<p>Mail: <a href="https://fulvetta.riseup.net/sm/src/compose.php?send_to=adozionicontrogreenhill%40gmail.com">adozionicontrogreenhill@gmail.com</a> Telefono: 339-2144345</p>
<p><strong>2) Aiutaci a sostenere le spese.</strong> Abbiamo bisogno di contributi per l&#8217;acquisto di tantissime gabbiette in cui poter far viaggiare i topi verso le loro nuove case, in cui tenerli nei loro stalli temporanei e per andare a prelevare le altre migliaia ancora presenti nello stabulario. Inoltre l&#8217;azione di sabato ha avuto dei costi e avrà forti ritorsioni legali per le persone coinvolte. Aiutaci a continuare a salvare animali e portare avanti la lotta contro la vivisezione! Fai una donazione ora. Grazie!!!</p>
<p><em><strong>Usa questa Postepay: numero 4023 6006 1715 8052 Intestata a D&#8217;angelo Sara Livia Vittoria</strong></em></p>
<p>Insieme riusciremo a fermare la sperimentazione sugli animali!</p>
<p><strong>Contro lo specismo &#8211; Per la liberazione animale </strong></p>
<p><strong>Coordinamento Fermare Green Hill</strong></p>
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		<title>MILANO: OCCUPATO STABULARIO DI UN LABORATORIO!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2013 10:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Coordinamento Fermare Green Hill ha occupato gli stabulari di un laboratorio di vivisezione. Dalle ore 12 cinque persone sono chiuse dentro il quarto piano del Dipartimento di Farmacologia in via Vanvitelli 32 a Milano, barricate in modo da resistere a lungo e pronte a rimanerci anche diversi giorni se necessario. Insieme a loro ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/525235_364561833653948_271163485_n.jpg" rel="lightbox[2977]"><img class="size-medium wp-image-2991 alignright" style="padding: 0px 0px 10px 10px;" title="occupazione dipartimento di farmacologia" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/525235_364561833653948_271163485_n-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Il <em>Coordinamento Fermare Green Hill</em> ha occupato gli stabulari di un laboratorio di vivisezione. <strong>Dalle ore 12 cinque persone sono chiuse dentro il quarto piano del Dipartimento di Farmacologia in via Vanvitelli 32 a Milano, barricate in modo da resistere a lungo e pronte a rimanerci anche diversi giorni se necessario.</strong> Insieme a loro ci sono migliaia di animali già sottoposti ad esperimenti, chiusi nelle loro piccole gabbie, nella loro vita ridotta ad un numero.<br />
Questi animali non hanno scelto di essere lì e non hanno possibilità di andarsene. La nostra condizione per uscire e andarsene è che anche gli animali se ne vengano con noi.<span id="more-2977"></span></p>
<p>Con questa azione senza precedenti vogliamo documentare le condizioni in cui vivono gli animali e gli esperimenti che vengono condotti, mostrandoli a tutta la società con fotografie e filmati; dare visibilità al problema vivisezione e ai luoghi in cui viene praticata, dando così un nome anche a chi la pratica; far partire un assedio pacifico dentro e davanti al laboratorio con la richiesta che gli animali vengano liberati e che dal Ministero e dai palazzi della politica cessino le false promesse e si cominci davvero a muovere passi verso l’abolizione della sperimentazione su animali.</p>
<h3 style="text-align: center;">GUARDA IL VIDEO:</h3>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/YTrjsHVVjKc" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8665539114_678a56963a_h.jpg" rel="lightbox[2977]"><img class="alignright size-medium wp-image-2995" style="padding: 0px 0px 10px 10px;" title="occupazione dipartimento di farmacologia" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8665539114_678a56963a_h-300x225.jpg" alt="" width="230" height="172" /></a>Da questo momento in poi abbiamo bisogno di tutto l’aiuto e il supporto possibile a quest’azione. Il corteo di oggi è confermato e porterà tantissime persone davanti al laboratorio, ma affinché l’azione non venga interrotta con atti di forza abbiamo bisogno di persone che si fermino lì davanti stanotte, che arrivino a dare man forte domani, che si prendano anche mezza giornata libera lunedì. Abbiamo bisogno che tutto il mondo sappia che cosa sta accadendo, che tutti vedano le immagini che stanno arrivando dall’interno dello stabulario e che l’effetto possa essere davvero quello di abbattere il muro di silenzio che circonda la vivisezione.</p>
<p>Ognuno di noi è la voce di quegli animali prigionieri e di cui pretendiamo la liberazione. Ognuno di noi deve essere uno spiraglio di conoscenza per chi ci sta attorno, una scintilla per il cambiamento.<br />
Non è più il momento di rimandare o di delegare: è ora di agire per la liberazione.</p>
<p><a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8664393369_a1f6524200_c.jpg" rel="lightbox[2977]"><img class="size-medium wp-image-2996 alignleft" style="padding: 0px 10px 10px 0px;" title="Animali nel dipartimento di farmacologia - Milano" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/8664393369_a1f6524200_c-300x225.jpg" alt="" width="242" height="185" /></a>Nelle prossime ore dagli stabulari di Farmacologia verranno diffuse continuamente fotografie, filmati, dichiarazioni e scritti. Le persone che hanno deciso di mettersi in gioco per quest’azione saranno fianco a fianco degli animali per molto tempo e non vogliono andarsene lasciandoli in quel laboratorio.<br />
Possiamo liberarli solo grazie all’aiuto di tutti e tutte voi.</p>
<p>Aiutaci ad abbattere il muro di silenzio: vieni ad aiutarci di persona all’assedio del laboratorio, diffondi le foto, i video e i comunicati. Creiamo insieme un’onda di attenzione che possa abbattere le difese dei vivisettori!</p>
<p><strong>Segui costanti aggiornamenti sui nostri canali:</strong></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/controgreenhill" target="_blank">https://www.facebook.com/controgreenhill</a></p>
<p>Twitter:<a href=" https://twitter.com/FermareGH" target="_blank"> https://twitter.com/FermareGH</a></p>
<p><strong>Contro lo specismo – Per la liberazione animale</strong><br />
<strong> Coordinamento Fermare Green Hill</strong></p>
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		<title>AIR CANADA DICE NO ALLA VIVISEZIONE</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 09:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinamento Fermare Green Hill</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi è ufficiale e definitivo: la compagnia aerea canadese non trasporterà più primati destinati alla vivisezione. La sua politica aziendale è stata finalmente accettata dalla Agenzia dei Traporti Canadesi (CTA). AirCanada è stata oggetto di proteste dopo che all&#8217;inizio del 2011 era stato scoperto un carico di 48 macachi dalla Cina ad un laboratorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-2933" style="padding: 0px 10px 10px 0px;" title="macaco" src="http://www.fermaregreenhill.net/wp/wp-content/uploads/image.axd_-300x200.jpg" alt="" width="239" height="159" /></strong>Da oggi è ufficiale e definitivo: la compagnia aerea canadese non trasporterà più primati destinati alla vivisezione. La sua politica aziendale è stata finalmente accettata dalla <em>Agenzia dei Traporti Canadesi (CTA)</em>.<br />
<strong>AirCanada</strong> è stata oggetto di proteste dopo che all&#8217;inizio del 2011 era stato scoperto un carico di 48 macachi dalla Cina ad un laboratorio universitario canadese effettuato su uno dei suoi mezzi. La dirigenza della compagnia aveva immediatamente deciso di non rovinare la propria immagine e rischiare di perdere passeggeri aderendo ad una politica etica, che fermasse il trasporto di primati destinati alla ricerca.<br />
Ma la CTA aveva bloccato la sua scelta fino ad una decisione, arrivata in questi giorni  e fortunatamente positiva per gli animali. I vivisettori canadesi si dicono &#8220;scioccati&#8221; dalla decisione della CTA!<span id="more-2929"></span></p>
<p>All’inizio del 2011 l’associazione BUAV aveva scoperto e reso pubblico un carico di 48 macachi dalla Cina ad un laboratorio della <em>Queen’s University</em>, effettuato su un volo <em>AirCanada</em>.</p>
<p>Adesso che la CTA ha ritenuto giusta e applicabile la politica di AirCanada e c’è un vettore in meno per i vivisettori.</p>
<p>Questo è un problema impellente soprattutto per gli allevatori dei Caraibi e delle Barbados, che dopo aver perso una dopo l’altra tutte le compagnie aeree avevano come ultima scelta solo AirCanada. Sappiamo per esempio che a spingere la CTA fino ad adesso verso un’imposizione di questi trasporti c’è il signor Jean Balau del <em>Barbados Primate Research Center.</em></p>
<p><em></em> La stagione dei voli dai Caraibi della compagnia canadese è alle porte e non ci poteva essere momento migliore per una fine alla tratta di primati da quelle isole.</p>
<p>La lotta contro il trasporto di animali va a colpire un anello debole della catena di sofferenza , soche è la vivisezione, soprattutto per quanto riguarda i primati, che provengono direttamente dai loro paesi d’origine e non possono essere riprodotti in cattività senza perderne caratteristiche genetiche.</p>
<p><strong>Prendi parte alla <a href="http://www.fermaregreenhill.net/wp/campagna-globale-contro-airfrance-klm" target="_blank">campagna contro AIRFRANCE/KLM</a>, il principale vettore aereo utilizzato dai vivisettori.</strong></p>
<p><strong>Guarda il sito della campagna internazionale <a href="http://www.gatewaytohell.net" target="_blank">“Gateway To Hell”</a>.</strong></p>
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