UN CLIMA DI MINACCIA… PER CHI?

Questi sono momenti cruciali per la campagna Salviamo i Cani di GreenHill. Come già sapete la XIV Commissione del Senato sta lavorando sull’Emendamento che potrebbe porre la parola fine per il lager di Montichiari.
Per mantenere alta l’attenzione su questi Senatori e sul loro operato, abbiamo lanciato qualche settimana fa l’operazione “Altrimenti Ci Arrabbiamo”, invitando chiunque si sentisse vicino alla nostra causa ad inviare e-mail ai Senatori incaricati, affinché risultasse loro ben chiara quale sia la volontà popolare in merito a questo Emendamento e l’opinione della maggior parte delle persone in questo Paese circa la terribile pratica della vivisezione. I senatori si lamentano di un clima di minaccia… ma quali reali minacce si trovano invece davanti milioni di animali, che hanno di fronte solo un futuro di tristezza, dolore e morte nei laboratori?
Ricevendo decine di migliaia di e-mail i protagonisti di questo delicato passaggio hanno senza dubbio sentito gli occhi di tutta Italia su di se e sul lavoro che stanno svolgendo, così che non fosse troppo facile cedere alle lusinghe delle lobby farmaceutiche e di chi ha interessi economici enormi nel mantenere luoghi di detenzione e tortura come GreenHill in piena attività.
Come spesso capita quando la voce del dissenso popolare si fa troppo alta, alcuni Senatori stanno cercando di delegittimarla, etichettando la protesta via email come atto di violenza verbale nei loro confronti. Il clima, secondo loro, “non li renderebbe sereni nel decidere delle sorti dell’Emendamento”. Ebbene, questo significa solo una cosa: che la pressione della protesta sta avendo effetto sulla Commissione, che la voce di milioni di persone che vogliono la chiusura di GreenHill e un cambiamento sostanziale in materia di vivisezione in questo Paese, si sta facendo sentire nelle sale di Palazzo Madama.

Il momento della consegna al Senato delle 91.257 firme per la chiusura di Green Hill da parte del Comitato di Montichiari

Durante una seduta del Senato tenutasi lo scorso lunedì la presidentessa della XIV Commissione, Rossana Boldi, ha preso parola per chiedere al presidente del senato un aiuto in merito e piangersi addosso per il clima di minacce che si è creato. A suo dire sia la Commissione che il suo ufficio personale hanno dovuto cambiare numeri di telefono e tutti i senatori ricevono continuamente valanghe di e-mail, tra cui alcune dal tono minatorio.
Come ogni delegittimazione che (non) si rispetti i Senatori stanno andando ad evidenziare le classiche gocce nell’oceano, ossia quelle email dai toni più accesi e diretti che possono anche arrivare ad essere deleterie per la causa. Non parlano delle decine di migliaia di email dai contenuti chiari e ragionati, bensì delle poche (in rapporto) email più infervorate e forse irruente.

Non abbiamo mai invitato nessuno ad inviare minacce o utilizzare toni offensivi e aggressivi nei confronti della Commissione, ma abbiamo chiesto a tutti coloro che volevano esprimersi in materia di vivisezione a fare presente alla Commissione la propria opinione  e invitando i Senatori a seguire il buonsenso e la volontà della stragrande maggioranza di Italiani, non le pressioni di chi muove interessi economici in questo sporco affare.
Siamo convinti che la quasi totalità delle email che sono andate ad intasare le caselle di posta elettronica della Commissione fosse decisamente su toni accettabili e pacati, ma che faccia comodo poter accusare un intero movimento di protesta andando a trovare i casi eccezionali per legittimare il proprio diritto (non consentito ad un Senatore della Repubblica) di non ascoltare la voce che esprime la volontà popolare.
Non si tratta di intimidazione, non si tratta di minacce. Si tratta di una moltitudine di persone stanche nel vedere l’animale uomo sfruttare altri animali, di vedere interessi economici avere la meglio sul buonsenso, di vedere sedicenti scienziati fare esperimenti che impediscano alla scienza di essere reale progresso e non violenza e tortura.

“Sono in quest’Aula dal 2001, dove, abbiamo trattato argomenti importantissimi, ma non ho memoria di un simile atteggiamento da parte di cittadini, che hanno i loro diritti, le loro opinioni,  ma sicuramente non hanno il diritto di comportarsi in modo intimidatorio verso nessuno dei componenti di questa Assemblea.”
Con queste parole Rossana Boldi dice ciò che già sappiamo: mai i senatori sono stati sotto i riflettori così tanto, mai si sono sentiti pressati dalla volontà popolare, mai si sono sentiti così tanto tra due fuochi, in questo caso la coscienza delle persone e le lobby della vivisezione, con il suo potere politico ed economico.

La Commissione sicuramente non può ignorare la chiamata alla responsabilità di milioni di persone, ma non può nemmeno credere di poterci fermare muovendo accuse ad un intero movimento di protesta.
Richiedere una scelta di responsabilità, mantenere alta l’attenzione sul loro operato, far sentire la voce del popolo: è questo che abbiamo fatto e promosso. Per questo continueremo a far sentire la nostra voce, perché sono i Governi che dovrebbero temere l’opinione dei cittadini e non viceversa.

Invitiamo quindi a continuare con determinazione l’operazione di invio mail e ribadiamo l’invito a non inviare minacce od offese, ma affrontare con serietà un argomento serio e triste come quello della tortura di esseri senzienti nei laboratori. Ai senatori vogliamo far sentire una voce, quella degli animali, che non possono farsi sentire perchè devocalizzati o chiusi ermeticamente dietro spesse mura. Siamo noi la loro voce, e la stiamo alzando proprio per farla sentire!

BLOCCO MAIL DELLA XIV COMMISSIONE DEL SENATO:

dambrosiolettieri_l@posta.senato.it, deeccher_c@posta.senato.it, delvecchio_m@posta.senato.it, divina_s@posta.senato.it, info@studioeccher.it, fantetti_r@posta.senato.it, fleres_s@posta.senato.it, fontana_c@posta.senato.it, germontani_m@posta.senato.it, licastroscardino_s@posta.senato.it, lusi_l@posta.senato.it, marinaro_f@posta.senato.it, marino_m@posta.senato.it, nessa_p@posta.senato.it, pegorer_c@posta.senato.it, pinzger_m@posta.senato.it, sircana_s@posta.senato.it, soliani_a@posta.senato.it, tomaselli_s@posta.senato.it, pedica_s@posta.senato.it, sibilia_c@posta.senato.it, digiovanpaolo_r@posta.senato.it, adamo_m@posta.senato.it, aderenti_i@posta.senato.it, bornacin_g@posta.senato.it, boscetto_g@posta.senato.it, santini_g@posta.senato.it, giacosan@tin.it, boldi_r@posta.senato.it, castro_m@posta.senato.it, roberto.digiovanpaolo@senato.it, cristano.deeccher@senato.it, mauro.delvecchio@senato.it, sergio.divina@senato.it, raffaele.fantetti@senato.it, cinzia.fontana@pdcrema.it,  mariaida.germontani@senato.it, francescamaria.marinaro@senato.it, mauromaria.marino@senato.it, p.nessa@senato.it, carlo.pegorer@senato.it, manfred.pinzger@senato.it, silvioemilio.sircana@senato.it, a.soliani@senato.it, salvatore.tomaselli@senato.it, stefano.pedica@senato.it, cosimo.sibilia@senato.it, marilena.adamo@senato.it, irene.aderenti@senato.it, giorgio.bornacin@senato.it, gabriele.boscetto@senato.it, giacomo.santini@senato.it, r.boldi@senato.it, maurizio.castro@senato.it

LETTERA TIPO:

Spett.li Senatori,

in accordo con la sensibilità di milioni di persone in Italia chiedo espressamente di non apporre modifiche peggiorative per gli animali nell’emendamento alla Direttiva Europea 2010/63/UE sulla sperimentazione animale, in questo momento da Voi discusso nella XIV Commissione del Senato.
In particolare mi riferisco al divieto di allevamento e vendita di cani, gatti e primati per sperimentazione sul territorio italiano, che ha riscosso finora enorme consenso.

Tale divieto è nato anche in seguito alla campagna di protesta e informazione contro l’allevamento Green Hill di Montichiari (BS), che tiene ben 2.500 cani in capannoni, senza luce naturale o aria, prigionieri in ambiente asettico e destinati ad essere spediti ai laboratori di vivisezione di tutta Europa. Tutta Italia segue da tempo questa vicenda.

Milioni di persone hanno e avranno gli occhi sul Vostro lavoro, speranzosi che la Vostra coscienza porti alla chiusura di questo allevamento-lager.

Abbiamo fatto tutto il possibile: protestato, raccolto firme, fatto informazione, chiesto applicazione di leggi. Abbiamo in questo modo raccolto l’approvazione di milioni di persone.
Adesso tocca a voi fare in modo che la richiesta e la rabbia delle persone non vengano tradite.
In caso contrario la vostra sarà solo l’ennesima prova della presenza di un regime basato sul potere economico a cui delle richieste delle persone non interessa nulla, a cui ci troveremo costretti a reagire stavolta in ben altri modi per la chiusura di Green Hill.

Saluti,
(nome)

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